Storia di Ceranesi

In epoca romana Ceranesi apparteneva per la gran parte al territorio dei Liguri – Mentovini, confinanti con i Viturii – Langensi, committenti della Tavola Bronzea di Polcevera. L’area era attraversata da due tratte commerciali, che si ricollegavano alla Via Postumia.

Ceranesi e il Medioevo
Nel Medioevo Ceranesi divenne a tutti gli effetti parte dell’agro genovese con la sua costituzione in Pieve, primo nucleo dell’odierno Comune, anche se le varie frazioni godevano di un’autonomia gestionale e decisionale non indifferente.

Ceranesi nel Settecento
Nel Settecento, all’epoca della redazione dei primi Catasti ad opera della Repubblica di Genova, abbiamo menzione di diversi sindaci eletti dalle varie località in loro rappresentanza. Esse coincidevano, in sostanza, con le Parrocchie componenti, definite, nel 1798, come municipalità.
Nel 1798 la Repubblica Democratica Ligure fece di Ceranesi uno dei 156 cantoni comunali liguri, che si estendeva sino a comprendere San Carlo di Cese e le Capanne di Marcarolo. Abolito nel 1803 per essere smembrato e sottoposto alla direzione di Rivarolo, il Comune fu ricostituito nel 1814 e con la stessa estensione precedente.

Ceranesi nell’Ottocento
Nel corso dell’Ottocento vennero sottratte le Capanne di Marcarolo e San Carlo di Cese, insieme ad altre piccole porzioni di territorio. Nel 1926 il Comune riuscì ad evitare di essere inserito nella cosiddetta “Grande Genova”, mantenendo la propria autonomia amministrativa.
L’antico passato di Ceranesi è testimoniato dalla Chiesa di San Martino di Paravanico, una delle più antiche, di cui si ha menzione già nel Marzo del 1088, dal Palazzo di Giustizia, il “Paxo”, di Torbi, che affonda le proprie radici al XII secolo, dal tempio pievano di Santa Maria Assunta di Ceranesi, risalente al XIII secolo.

Le altre testimonianze storiche ed artistiche del Comune sono per lo più legate alla vita ed alla devozione della sua popolazione rurale : la Chiesa di San Bartolomeo di Livellato, attestata al 1159, quella di Torbi, già esistente nel 1232, la Ca’ de Rossi di San Martino di Paravanico (XIII secolo), la prigione alla Gaiazza.

Da sempre gli abitanti hanno lottato con amore e dedizione per la salvaguardia di un territorio, spesso ingrato e difficile, da cui poter ricavare sostentamento. Insieme a questa cultura lavorativa, s’è sviluppato un senso di solidarietà, primo germe della democrazia. Con gli anni questi sentimenti si sono fatti più maturi e consapevoli, esempi siano lo sviluppo economico della comunità ed i contributi alla Prima ed alla Seconda Guerra Mondiale, oltreché alla lotta di resistenza e liberazione dagli eserciti nazi – fascisti.

Ceranesi e il Santuario della Madonna della Guardia
Essenziale ed indicativa è stata la presenza del Santuario della Madonna della Guardia, apparsa sul Monte Figogna il 29 Agosto 1490. Da luogo rappresentativo della devozione religiosa e delle tradizioni popolari di Ceranesi e dell’intera Val Polcevera, il tempio è diventato, grazie al secolare apporto di forze, risorse e contributi specie degli abitanti del Comune, punto di incontro e di preghiera di rilevanza non solo regionale e nazionale, bensì internazionale.
In un simile contesto geografico, storico e popolare, l’attuale Statuto intende essere uno strumento capace di assicurare l’integrità territoriale, l’esistenza e l’autonomia del Comune, affermandone, insieme, la continuità storica e garantendo i valori di cui è portatrice l’intera comunità.